Sui contesti politici delle Vite di Giorgio Vasari

Authors

  • Massimo Firpo Scuola Normale Superiore di Pisa

DOI:

https://doi.org/10.20396/figura.v1i0.10149

Abstract

La dedica «allo illustrissimo et eccellentissimo signore, il signor Cosimo de’ Medici duca di Fiorenza» premessa all’edizione torrentiniana, com’è noto, ritorna identica anche in apertura della giuntina, dove è tuttavia preceduta da un’altra, indirizzata il 9 gennaio 1568 a colui che era ormai diventato «duca diFiorenza e Siena», ma non ancora granduca di Toscana. Il che significa che Giorgio Vasari mancò per poco più di un anno questo decisivo appuntamento politico, che avrebbe senza dubbio celebrato degnamente nella sua opera, anche perché aveva contribuito – perquanto gli competeva – a prepararlo. Lo aveva fatto anzitutto con la matita e con il pennello (nella decorazione di Palazzo vecchio, nella progettazione degli Uffizi e del corridoio che da lui prese il nome, nella ristrutturazione delle chiese secondole nuove norme liturgiche decise a Trento, nei cartoni per gli arazzi, nelle scenografie trionfali delle feste nuziali, nel palazzo e nella chiesa dei cavalieri di Santo Stefano a Pisa, ecc.), ma lo aveva fatto anche con l’Accademia del disegno e soprattutto con le Vite.

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Published

2019-09-20

How to Cite

Firpo, M. (2019). Sui contesti politici delle Vite di Giorgio Vasari. Figura: Studies on the Classical Tradition, 1, 1–33. https://doi.org/10.20396/figura.v1i0.10149